lunedì 31 ottobre 2011

Rame di Napoli, per ricordare chi non c'è più...

Il due di Novembre in Italia ci sarà la commemorazione dei defunti. È consuetudine nel giorno dedicato al ricordo dei defunti visitare i cimiteri locali e portare in dono fiori sulle tombe dei propri cari. In molte località italiane è diffusa l'usanza di preparare alcuni dolciumi, chiamati infatti dolci dei morti, per celebrare la giornata. In Sicilia durante la notte di Ognissanti la credenza vuole che i defunti della famiglia lascino dei regali per i bambini insieme alla frutta di Martorana e altri dolci caratteristici. Vi era inoltre l'usanza di mettere delle piccole scarpe sulle tombe dei bambini defunti perché si pensava che nella notte del 2 novembre le loro anime (dette angioletti) tornassero in mezzo ai vivi. (Wikipedia).

Ho iniziato a coltivare da qualche anno una tradizione antica, per noi nuova, preparo insieme ai miei figli i dolci tradizionali e sarò con loro al risveglio ad aprire i doni che "i nostri cari" avranno lasciato durante la notte. E' un modo per rispettare e ricordare chi ci ha voluto bene, e suo malgrado ci ha lasciati, chi non abbiamo mai conosciuto ma ci portiamo nel cuore, attraverso le parole e i ricordi di nonne e mamme e zii... Le nostre radici, dopotutto, sono importanti. E' stato con tanta commozione e affetto che ho mostrato ai miei figli le foto, e ho parlato loro dei nonni, di zii, e amici, e la loro curiosità e la loro attenzione mi ha davvero emozionata!
Oggi vi propongo un dolce tipico di Catania e stra-adorato dai miei cuccioli. Le rame di Napoli, il nome ci racconta una storia che risale all'impero Borbonico, successivamente all'unificazione del Regno di Napoli con il regno di Sicilia, fu coniata una moneta contenente una lega di rame. Un pasticcere, pensò di creare un dolce che riproducesse tale moneta, inventando così la rama di Napoli.
Amo questi dolci, perchè al palato sono umidi, morbidi, avvolgenti e così dovrebbero essere sempre, ahimè troppo spesso ormai, si trovano biscotti gommosi, dal fornaio al pasticcere, non è più come una volta, è tutto un andare di semilavorati e coloranti che omologano il sapore di un dolcino che è una vera prelibatezza.
La mia ricetta, dunque, risultato di vari esperimenti.
Ingredienti:
500 g di farina 00

100 g di cacao amaro

200 g di zucchero 

80 g di strutto 

50 g di burro 

2 uova

un cucchiaio abbondante di miele

2 cucchiai abbondanti di marmellata di arance o mandarini

2 chiodi di garofano pestati e ridotti a pezzettini

1 cucchiaio di cannella macinata al momento

1 cucchiaino da te di ammoniaca per dolci

200 ml di latte intero

125 g di yogurt naturale

Glassa di cioccolato:
100 g di cioccolato fondente
50 g di burro
50 ml di panna
granella di mandorle o nocciole tostate per guarnire
Sciogliete lo strutto e il burro in un pentolino, poi uniteli a tutti gli ingredienti e amalgamate tutto insieme con un mixer o con il bimby, A questo punto unite otterrete un'impasto simile a quello della crema pasticcera. Lasciate riposare un oretta almeno. Accendete il forno, portatelo a circa 160°, ricoprite due teglie per biscotti con della carta forno,  disponete l'impasto con l'aiuto di due cucchiai cercando di formare tanti biscotti ovali, distanziate bene un biscotto dall'altro. Cuocere per circa 10/15 minuti. Sentirete un profumo inebriante, sfornateli e lasciateli raffreddare. Nel frattempo fondete il cioccolato con il burro e le spezie a bagnomaria, mescolate delicatamente con una frusta, non montate perchè rischiereste di creare delle bolle d'aria, invece dovreste ottenere un composto molto liquido, trasferite il cioccolato fuso con il burro in una ciotola larga, prendete ogni biscotto tra pollice ed indice, immergetelo delicatamente nella glassa facendo in modo di ricoprire bene solo la cupoletta del vostro biscotto con un velo di glassa. Cospargete i vostri biscotti glassati con la granella di nocciole. Si conservano anche una settimana. Provateli e fatemi sapere.



17 commenti:

  1. Ricetta interessantissima...ho letto qualcosa in giro sulle rame di Napoli ma quando li farò sarà con la tua ricetta.
    Grazie.

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  2. Non conoscevo questo dolce...eppure a Catania ciò soggiornato parecchio, mi sarà sfuggito per via delle altre golosità...ottimo davvero. Ciao.

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  3. Buoneeeeeeeeeeee...ecco devo ancora farle io mannaggia. Va be anche se passa giorno 2, posso farli lo stesso no?? Tanto ho già fatto gli 'nzuddi ;D.
    Baciottiiii, Laura

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  4. Aspettavo questa ricetta con impazienza..e lo sai!!! Un bacione grandissimo, Buon 1 Novembre

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  5. Che belle, sono identiche a quelle delle pasticcerie!:)

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  6. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  7. Non conosco questi dolci, ma leggendo gli ingredienti mi fa pensare a quei dolci dal sapore antico, speziati e profumati!
    Grazie per la ricetta
    ciao loredana

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  8. belli e buoni!!1non mi sono ancora cimentata ..ma segno anche la tua versione ..brava!!

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  9. Bellissima questa tradizione dei regalini....in Sardegna non abbiamo qualcosa di simili...o almeno io non ne ho mai sentito parlare. Pero' facciamo dei dolci con la saba fantastici!!!
    Bellissima questa ricetta...complimenti!!!

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  10. Grazie per averci fatto conoscere questa tradizione, il dolce è golosissimo! CIAO SILVIA

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  11. Ma ti son venute un capolavoro di perfezione brava!

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  12. Amo molto questa tradizione... il piatto dei "morti" non è mai mancato in casa mia e ... sai che non sapevo invece della tradizione di lasciare le scarpette sulle tombe dei bimbi defunti?

    Comunque i tuoi dolci sono una vera meraviglia,
    Tiziana

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  13. Che bello scoprire le tradizioni e le storie che accompagnano le nostre ricette!Ciaoooooooo, ti abbraccio

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  14. che bella questa tradizione e complimenti a te che la porti avanti con la tua famiglia.
    ottimi anche i biscotti!

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