giovedì 5 aprile 2012

di colpi dell'ammucco e mosche bianche

L'altro giorno ho avuto modo di spiegare e raccontare alla mia amica Stefania che cos'è il colpo dell'ammucco.
Quando il pescatore usa al posto del verme la mollica del pane e riesce a catturare la sua preda si dice che gli ha dato "il colpo dell'ammucco", il povero pesce "abbocca", in dialetto "ammucca", e muore senza neanche la soddisfazione d'aver mangiato il suo ultimo verme ma solo un misero tozzo di mollica... Così, ho raccontato a Stefania la storia di Franca e di come sia stata presa all'amo da suo marito con un "colpo dell'ammucco" degno di Sampei :D, ahimè povera Franca sta ancora appesa all'amo, si dimena e scalpita quasi soffocata da quel pezzo di mollica che proprio non riesce a mandare giù e più si dimena più la ferita si allarga e "butta sangue" e Franca di sangue ne ha perso così tanto da restare senza forze, il cervello però non si placa, è in funzione giorno e notte e vede e rivede tutta la sua vita come se fosse un film proiettato 24 ore su 24...

E adesso passiamo al discorso importante, troppo spesso sentiamo parlare di malasanità, di medici che non valgono un soldo bucato e via di questo passo...dico troppo spesso perchè siamo nel 2012, perchè viviamo nella parte "civilizzata" del mondo e soprattutto perchè se pensate agli anni di studio, alle tonnellate di libri che bisogna leggere per diventare medico, vi renderete conto che è inaccettabile oggi aver bisogno del medico e pensare "oddio e ora chissà chi mi capita". Ecco sento sempre parlare dei soliti casi tremendi, una volta tanto voglio approfittare di questo spazio per ringraziare alla mia maniera un Medico (con la M maiuscola) "un'ematologA", una donna speciale, il medico in questione si chiama Gabriella Amato e lavora allo IOM di Viagrande (CT), la ringrazio perchè se non fosse stato per lei la mia amica Franca sarebbe finita nelle mani di qualche idiota, di quelli che pensano che fare il medico sia un lavoro come un'altro e invece NO. Si diventa medici per vocazione! I pazienti si accorgono della differenza!!
Voglio ringraziare questa piccola e importante "mosca bianca" che ha ridato forza a Franca, non solo con le medicine ma con le attenzioni, e le attenzioni e le premure disinteressate a cui Franca, possiamo dirlo, non è affatto abituata hanno raggiunto lo scopo che si proponevano e domani Franca andrà a fare un ultimo controllo e se ne tornerà a casa felice e soddisfatta e più combattiva di prima :)
Grazie Dottoressa Amato e continui così, lei salva le vite io cucino... le dedico questa ricetta, semplice ma buona buona buona come lei!
PANNA COTTA CON  GANACHE AL CIOCCOLATO BIANCO E LAMPONI
ingredienti

  • 1/2 litro di panna fresca
  • 50 g di zucchero a velo
  • 5 g di colla di pesce
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 100 g di cioccolato bianco (io Venchi)
  • 100 ml di panna liquida
  • 1 vaschetta di lamponi
Per prima cosa spezzate e ammollate la colla di pesce in un piattino con 30 ml di panna fresca liquida tolta dal totale, attendete che si reidrati, circa 10 minuti, a questo punto portate quasi a bollore (ma non deve bollire!) la panna con lo zucchero e la vaniglia, spegnete e amalgamate la colla di pesce, mescolate fino a quando non sarà perfettamente sciolta. Versate negli stampi. (io ho usato questi della Pavoni) Tenete in frigo almeno 5 ore.
A questo punto sciogliete il cioccolato bianco nella panna liquida, mescolate dolcemente fino a quando il cioccolato non risulti completamente sciolto. Trascorso il tempo di riposo in frigo, sformate la panna sul piatto, versateci sopra la ganache e guarnite con i lamponi.
A presto!!


10 commenti:

  1. Per quel poco che ho avuto modo di conoscere Franca, posso solo dire che è una donna speciale, una combattiva, una temeraria! Non ha certo avuto una vita facile, ma ha delle grandi amiche e con loro ce la può fare! Forza Franca, ti vogliamo bene!

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  2. Eccomi qua. Io sono la mosca bianca. Franca mi ha lasciato sulla scrivania il delizioso pulcino di zucchero preparato con le sue mani, per augurarmi una buona Pasqua, e il suo biglietto, con il quale ho letto le sue parole su questo blog. No, Franca, non è così: ci sono tante mosche bianche meravigliose ovunque e in ogni reparto, e in ogni ospedale e ad ogni latitudine e io non sono degna delle tue bellissime parole. Sono davvero commossa per quello che hai detto di me, ma, credimi, non lo merito. Ti auguro ogni bene. Un abbraccio grande.

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  3. E' davvero invitante, sembra fatta di velluto!

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  4. golosissimo, un abbraccio SILVIA

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  5. Ciao ,bello il tuo blog mi sono unita hai tuoi lettori fissi passa ha trovarmi se ti va io sono ISABELLA ti aspetto smack

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  6. Ecco, considerami "ammuccata" con questa panna cotta!^^

    un "cin" alla dottoressa, ce ne fossero....!!

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  7. Meno male che esistono queste mosche bianche e, poche o tante che siano, esse fanno si che ci sia sempre un motivo per sorridere, per dire grazie, per trovare la forza di alzarsi al mattino, per andare avanti ogni giorno...
    Incontrare una persona cosi' speciale è una grande fortuna... e mi auguro che ognuno di noi, nel corso della propria vita, abbia questa opportunità!
    Un grande abbraccio, Ginestra!

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  8. io vado in ospedale ogni settimana e vi dico che i medici su' m'pugnu di cornuti quasi tutti come gino strada non ce ne sono ma se la dottoressa amato e' una vera dottoressa che dio la benedica e la protegga sempre perche' ci sono troppi lupi proprio tra medici ciao a tutti da mandorla

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Grazie per aver letto fino a qui, qualora fossi uno spammer coreano, ti prego astieniti, non cliccherò sul tuo link, causa sfinimento..
Gli abbracci sono per tutti comunque :)